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| In genere, fino a qualche anno fa le varie serie tv, arrivavano in Italia almeno un anno dopo la prima messa in onda originale....poi da qualche anno, il circuito satrellitare FOX a cominciato a trasmettere alcune serie (Criminal minds e Desperate Housewifes) con soli 3 mesi di ritardo rispetto agli USA; da un mesetto invece la stessa FOX, per la prima volta in assoluto, sta trasmettendo "Flashforward" solo 11 giorni dopo la messa in onda dell'ABC. E' un operazione, nn solo commerciale, di indubbio fascino e che rende sicuramente merito e prestigio a FOX, ma è un operazione che comporta nn poche difficoltà per la preaparazione dell'edizione italiana e quindi del doppiaggio. Le serie sono sempre state doppiate in blocco....esempio, "Dottor House" stagione 1 è stata doppiata dopo che l'adattatore ha visionato e tradotto tutti i 23 episodi.....con "Flashforward" invece l'adattamento è gioco forza un 'episodio alla volta e la cosa comporta nn poche difficoltà. Di seguito vi copio/incollo ciò che ha detto Carlo Cosolo(che l'adattatore e il direttore del doppiaggio di "Flashforward")ad Antonio Genna in un intervista la suo blog CITAZIONE Disponiamo dei materiali preliminari dal sabato mattina precedente alla messa in onda americana, che è giovedì sera ora di Los Angeles. Da quel momento comincia la preparazione dei piani di lavorazione per convocare i doppiatori (che sono comunque preallertati per tutta la durata della serie) e la preparazione del dialogo. Poi si va in sala il venerdì ed il lunedì successivi; nel frattempo, dopo la messa in onda americana, dovrebbero essere arrivati i materiali definitivi, si fanno eventuali rifacimenti per le differenze dal preliminare, si sincronizza, si missa e si consegna per la messa in onda italiana del lunedì. Niente di più semplice A volte si dà troppa importanza al tempo a disposizione, da un lato e, dall’altro, le aspettative dei “fans” sono spesso troppo alte e legate a un mare di pregiudiziali (e con questo mi sarò fatto un sacco di amici, immagino). Quello che intendo dire è che per la qualità entrano in campo anche le attitudini personali, e che la Disney abbia scelto un direttore e un’assistente, Andreina D’Andreis, che lavorano in coppia da anni su film “day and date” (cioè in uscita contemporanea con gli USA) non è un caso. È anche vero, però, che il nostro è un lavoro legato a mille “variabili” delle quali spesso non si tiene conto: la salute dei doppiatori, per esempio, che non sono degli automi e possono essere raffreddati, febbricitanti o anche semplicemente stanchi; ritardi dovuti al traffico cittadino che ti portano a dover accelerare il ritmo del turno per finire il programma; il disguido nella convocazione per cui il doppiatore arriva in un momento anziché in un quello previsto.
Va detta una cosa, però: una serie non è un film (dah!) e il tentativo di doppiarla day and date comporta, tra gli altri, un grosso rischio: io non so che cosa succede dal”episodio 3 all’episodio 4, figuriamoci dal 3 al 13. E l’Inglese non è esattamente una lingua univoca, e la traduzione spesso ha bisogno di un contesto che magari all’episodio 3 ancora non ho. Non solo: non ho idea, a parte i personaggi evidentemente fissi e altri ricorrenti, se un personaggio che dice tre parole nell’episodio 3 diventerà protagonista nell’episodio 7, e magari devo distribuire una voce su un’ombra che pronuncia 4 parole. È chiaro che questo è un bel rischio, e, secondo me, è questa la vera sfida di quest’operazione. Insomma un esperimento non semplice che potrebbe aprire nuove strade nel modo di fare doppiaggio!!! |
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